Ainu

ainuGli Ainu (propriamente “uomini”), sono una popolazione abitante l’isola di Hokkaidō nel nord del Giappone (un tempo chiamata Ezo, in giapponese Isola dei selvaggi), le isole Curili e in piccola parte, l’isola russa di Sachalin e le coste del continente, caratterizzati fino ai primi decenni del secolo scorso, da una società a struttura tribale. La loro appartenenza ad uno dei ceppi etnici attualmente esistenti è da lungo tempo discussa.

Alcuni Ainu (la maggior parte di essi ha adottato usi, costumi e lingua giapponesi o russi) parlano ancora l’idioma tradizionale, la Lingua Ainu, una lingua isolata.

La cosmologia del popolo Ainu constava di sei paradisi e sei inferni dove vivevano divinità, demoni e animali. I demoni si trovavano nel paradiso basso, le divinità minori vivevano tra le nuvole nel sommo paradiso viveva Kamui, la divinità creatrice, coi suoi servi. Il suo reame era circondato da un resistente muro di metallo ed era accessibile solo tramite un grande cancello di ferro. Kamui creò il nostro mondo come un grande oceano adagiato su di una enorme trota. Secondo questa tradizione le maree sarebbero dovute a questo pesce che di volte in volta succhia o caccia fuori l’acqua del mare; sempre questo pesce, tramite il suo movimento, sarebbe la causa dei terremoti. Un giorno Kamui guardando dall’alto questo mondo acquatico decise di farne qualcosa. Così mando un suo messo che fece si che venissero a galla le isole. Quando gli animali videro quanto fosse bello quel mondo, convinsero Kamui a lasciarli liberi di vivere in quel luogo. Kamui, tuttavia, creò anche molte altre creature. Il primo popolo, gli Ainu, avevano corpi di terra, capelli di erba-gallina. Kamui mandò Aioina, l’uomo divino, sulla terra per insegnare agli Ainu come cacciare e cucinare.

Le origini degli Ainu sono tuttora avvolte dal più fitto mistero. Gli antichi scritti sacri dello scintoismo, il Kojiki ed il Nihonshoki narrano che Susanoo, kami del vento e della tempesta, rifiutato l’incarico affidatogli dal padre Izanagi di governare i mari, andò a lamentarsi dalla sorella Amaterasu, personificazione del Sole, che governava le Pianure dell’Alto Cielo, una sorta di paradiso, luogo di origine e di residenza degli innumerevoli kami. Qui, per aver distrutto le risaie di Amaterasu, insozzato la sala dei banchetti delle divinità con i propri escrementi ed aver scorticato contropelo il sacro cavallo della sorella, fu scacciato e condannato a vivere tra gli uomini. Sulla Terra egli ed i suoi numerosi discendenti conobbero molte donne dalle quali nacquero diversi personaggi che spartirono tra loro la terra di Yamato, mantenendo una situazione di continuo conflitto tra i diversi feudi. Tempo dopo Amaterasu decise di unificare e pacificare l’arcipelago dai suoi discendenti, mandando suo nipote Ninigi a compiere l’impresa. Uno dei figli di costui, Jinmu, dall’isola di Kyushu da dove proveniva si diresse verso il Giappone Centrale, sottomettendo chi della numerosa progenie di Susanoo riconosceva la sua supremazia e uccidendo senza pietà i signori delle terre che si ribellavano alla sua avanzata. In poco tempo il condottiero riuscirà a sottomettere una buona parte del paese, divenendo il primo imperatore della dinastia dei Tennō.

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